Giuseppe D'Avenia D'Andrea

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SANT’APOLLONIA: SERA, NOTTE O MATTINA?

 

SANT’APOLLONIA: SERA, NOTTE O MATTINA?

Intuizione e dubbi  sull’ora della frana del 9 febbraio del 1688

(di Giuseppe D’Avenia D’Andrea)
data di pubblicazione: 25 gennaio 2018/
aggiornato al 27 gennaio 2018

 

Premessa

Ero ansioso di scrivere su ciò che vado ragionando da anni circa l’ora della frana del 1688. E ora eccomi qui, con le mie osservazioni a tal riguardo…. e dubbi.

In quest’articolo cercheremo insieme di capire quale sia stata l’ora in cui cominciò la frana pisticcese del 1688.

Perché è importante per me capire l’ora di inizio della frana?

Perché, come vedremo, considerando un paio di ipotesi di calcolo della suddivisione delle ore della giornata nel 1688, l’ora della frana potrebbe slittare di circa sei ore, nel tempo del buio (non parlo di sera o notte e capirete il perché), a seconda della ipotesi considerata. Cercherò di ragionare con voi alla ricerca della verità, sebbene alla fine risulterà un dubbio sull’ora di inizio della frana.

Il dubbio è il mio, non voglio trasferirlo a voi. Non cercherò in alcun modo di convincere nessuno, nemmeno me stesso; nè di portare l’acqua al mio mulino nel ragionamento. Non ho nessuna verità nelle mani.

Buona lettura

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Cominciamo con questa ricerca che ho fatto:

“Nell’antico uso italiano (di cui troviamo ampie tracce in letteratura), le ventiquattro ore si contavano a partire dall’avemaria della sera (donde le locuzioni, ancora in uso fino a poco prima dell’ultima guerra mondiale, di “un’ora di notte e “due ore di notte”. Questo computo ha, con l’attuale, una corrispondenza variabile da stagione a stagione, con uno spostamento medio di sei ore. Quest’antico uso italiano fu l’unico in vigore in Italia dal Medioevo al Settecento, e scomparve definitivamente solo nella prima metà dell’Ottocento. Ad esso si riferiscono le indicazioni che si leggono nei testi italiani di questi secoli” (Vito Mancini). Se volete approfondire, ecco il link dal quale ho ricavato quanto detto:

http://www.cassino2000.com/cdsc/studi/archivio/n20/n20p07.html

Vediamo ora cosa dice un’altra fonte (Pierluigi Carnesecchi) a proposito di questo modo di suddividere le ore della giornata:

(ORA ITALIANA)

Sin dai tempi antichi, in tutta Italia, si usava contare le ore usando come misura la durata della luce diurna. Tutto dipendeva dal momento in cui calava il sole. Il tramonto segnava l’ultima ora della giornata, volgarmente chiamata “le ventiquattro”. L’ora successiva prendeva il nome di “l’un’ ora di notte” o semplicemente “l’un’ ora”, che diveniva la prima ora della giornata. Il nuovo giorno principiava così alla “un’ ora di notte” e aveva termine alle “ventiquattro” (tramonto). Questa maniera di indicare il tempo era dettaall’italiana“, e aveva il difetto che le “ventiquattro” non erano stabili e fisse in tutti i mesi dell’anno, perchè si spostavano a seconda del variare delle stagioni. Se volete approfondire, ecco il link:

http://www.carnesecchi.eu/tempo.htm

Bene, ora abbiamo qualche elemento in più per ragionare sull’ora di inizio della frana di sant’Apollonia.

I miei dubbi sull’inizio della frana del 1688 cominciarono circa una decina di anni fa quando, leggendo un libro di storia locale di Pisticci, l’autore riportava come ora di inizio della frana: circa le ore 7 di mattina di lunedì 9 febbraio 1688“. Ma le memorie su quella notte parlano diore 7 di notte del 9 febbraio 1688come ora di inizio della frana. Da qui i dubbi che mi confondevano sull’ora di inizio della frana.

Per questo ho intitolato l’articolo “Sant’Apollonia: sera, notte o mattina“? 

Allora, quando cominciò la frana del 1688? 

  1. di mattina: a “circa le ore 7 di mattina di lunedì 9 febbraio 1688″?
  2. di sera: ore 19,00 attuali della sera dell’8 febbraio del 1688 (7 ore di notte dell’8 febbraio 1688) ?
  3. di notte: ora 01,00 della notte del 9 febbraio (7 ore di notte del 9 febbraio 1688), ottenuta con il sistema dell’ora italiana suddetto?

Indaghiamo sulle varie ipotesi.

Premessa: prendo per buona l’ora di inizio della tragedia, le “ore 7 di notte del 9 febbraio 1688″ (come documentato nelle memorie antiche sul 9 febbraio 1688). Bisognerebbe capire cosa intendessero per “notte” gli autori delle memorie, considerando il periodo in cui vissero, il 1688; e quale fosse il sistema di suddivisione delle ore giornata nell’anno 1688.

Una cosa mi è chiara: sin dalla notte dei tempi, la luce è giorno e il buio è notte. Ma “viaggiando” nel tempo e nello spazio, ci sono stati vari modi di computare le ore della giornata, individuate utilizzando diverse nomenclature. La notte di sant’Apollonia ne è l’esempio. Quando consideriamo l’espressione ricavata dalle memorie storiche “ore 7 di notte del 9 febbraio 1688”, oggi riferendoci alle ore 7 della giornata le chiameremmo così: “ore sette della mattina” oppure “ore sette della sera”. Dire “ore sette della notte” oggi suona un po’ strano, perché per noi alle ore 19,00 non è notte.

Ma cosa si intendeva per “ore della notte nel 1688”? E’ proprio questo ciò che cercheremo di capire.

Partiamo dalla ipotesi più debole: che l’ora di inizio della frana fossecirca le ore 7 di mattina di lunedì 9 febbraio 1688″. Questa ipotesi sembra non reggere perché nelle memorie storiche non si parla di mattina in riferimento all’ora di inizio della frana. Di mattino si parla solo come il periodo in cui la frana del 1688 ebbe fine (smottamenti esclusi credo). Altrimenti perché chiamarla notte di sant’Apollonia se fosse iniziata di mattino? Leggendo le memorie si capisce che la tragedia venne vissuta durante le ore di buio, non di luce.

Io accantonerei questa ipotesi poco fondata. Voi che ne dite?

Ora il mio dubbio si sposta altrove; la frana cominciò:

  1. alle “ore 19,00 attuali” della sera dell’8 febbraio 1688 (ore 7 di notte dell’8 febbraio 1688) ?
  2. oppureall’ora una di notte di oggi” (7 di notte del 9 febbraio 1688)? Ma da dove spunta adesso “l’ora una di notte”di oggi? Sulle memorie non c’è nessun riferimento a “l’ora una di notte” (circa), in nessun punto. Giusto. Ma se, come abbiamo letto, nel 1688 fosse stato in vigore il sistema dell’ora italiana (in uso in Italia fino alla fine del ‘700 circa, come detto), allora dovremmo convertire le “ore 7 di notte del 9 febbraio 1688” in ore attuali, perché la notte nel 1688 partirebbe dalla XXIV ora della giornata, corrispondente alle ore 18,00 circa di oggi, vale a dire all’ora in cui tramontava il sole e le campane dell’avemaria annunciavano lo scoccare della mezzanotte (II rintocco; il I rintocco era quelle detto “avemaria delle XXIII“).

Con il sistema dell’ora italiana, se il sole tramontava alle ore 18,00 circa di oggi del 1688 (XXIV ora del giorno):

  • le 19,00 di oggi corrisponderebbero all’incirca all’ora prima di notte del 1688;
  • le 20,00 di oggi all’ora seconda di notte del 1688.
  • fino ad arrivare alle 01,00 di notte di oggi, muovendo in avanti le lancette dell’orologio dell’epoca, corrispondenti a circa le ore 7 di notte di sant’Apollonia.

PRECISAZIONE: il computo esatto della corrispondenza ad oggi “delle sei e le sette ore di notte” di cui parlano le memorie della frana del 1688, dipenderebbe dall’ora esatta in cui era fissata la mezzanotte e cominciava il nuovo giorno nell’anno 1688. Calcolo che dovrebbe considerare i seguenti fattori :

  • anno della frana/ 1688: il fattore tempo (anno) è importante per capire se a Pisticci fosse in vigore o meno l’ora italiana;
  • luogo della frana/ sud Italia (Pisticci): l’ora italiana faceva cominciare il nuovo giorno dal tramonto del sole; ora del tramonto che variava a seconda della posizione geografica;
  • mese della frana/ febbraio (periodo invernale): l’ora italiana considerava le stagioni per il calcolo dell’inizio della nuova giornata. La mezzanotte scoccava ad orari diversi, a seconda dei periodi dell’anno e in considerazione della luce naturale del sole.

Ora mi chiedo:

a Pisticci, nel 1688, vigeva il sistema dell’ora italiana o un altro sistema di suddivisione delle ore della giornata? E quando gli abitanti di Pisticci usavano il termine “notte”, a quali ore della giornata si riferivano?

È qui che bisognerebbe indagare.

Cominciamo dalle memorie storiche che riportano le testimonianze dei nostri antenati circa quanto accadde durante la notte di sant’Apollonia:

  • “Si vidde verso le sette della notte smuoversi e crollarsi dalli fondamenti le case tutte di detta terra.. ”. (Tommaso Greco)
  • la sera, insino le sei ore di notte et convito tra parenti et amici per essere giorni di carnevale; alli sette hore di notte principiò a sentirsi stridi di travi delle case ”. (Paulo D’Avenia)

Considerando queste due testimonianze storiche, è sicuro che la frana cominciò alle (verso) le ore 7 di notte del 9 febbraio del 1688. Questo c’è scritto.

Ma cosa intendono i testimoni per ore 7 della notte del 9 febbraio del 1688 ?

Domanda: è corretto affermare che la frana abbia avuto inizio alle ore 19,00 di oggi della sera dell’8 febbraio 1688 (ore 7 di notte del 1688) ? O dovremmo considerare l’ora italiana, che farebbe corrispondere le “ore 7 di notte del 9 febbraio 1688” a circa l’ora una di notte dello stesso giorno ?  (ora più ora meno; come detto dipende dall’ora del tramonto nel 1688 a Pisticci)

Ripeto all’infinito che le memorie documentano “le 7 sette di notte del 9 febbraio del 1688″ come ora di inizio della frana, come scrive nelle memorie Tommaso Greco: “accadde a nove del mese di febbraio….verso le sette della notte “.

Nell’ipotesi che nel 1688 vigesse l’ora italiana come sistema di suddivisione delle ore della giornata, convertendo “le 7 ore di notte del 9 febbraio del 1688” nell’orario attuale, non troveremmo nessuna corrispondenza tra “le ore 7 di notte del 9 febbraio del 1688″ e “le ore sette attuali”, siano le ore 7 attuali mattutine o serali.

Bisognerebbe capire se nel 1688 vigesse l’ora italiana o meno. In base a questo si potrà capire se:

  1. per “ore 7 di notte del 9 febbraio del 1688 ” gli autori delle memorie intendessero “le ore a partire dal tramonto” (ora italiana).
  2. per “ore 7 di notte del 9 febbraio del 1688” gli autori delle memorie intendessero le 19,00 di oggi della sera dell’8 febbraio 1688 (ore 7 di notte dell’8 febbraio). In questo caso per “notte” nel 1688 si intenderebbe ciò che oggi noi chiamiamo “sera”.

Con queste premesse, ritornando a ragionare sulla notte di sant’Apollonia (in cui forse vigeva il sistema dell’ora italiana), l’ora del tramonto cadeva all’incirca alle ore 17,45 /18,00 di oggi. All’ora del tramonto scoccava la mezzanotte. Sull’ora precisa in cui cadeva a Pisticci la mezzanotte, nell’anno 1688 e nel mese di febbraio, bisognerebbe indagare, se capiamo che fosse l’ora italiana il sistema di suddivisione delle ore della giornata a quel tempo. Così capiremmo l’ora esatta della frana. Solo se “l’ora italiana” fosse in vigore a Pisticci nel 1688. Altrimenti perché perdere tempo?

Ciò considerato, quando nelle memorie sulla frana del 1688 si legge:

  • “Si vidde verso le sette della notte smuoversi e crollarsi dalli fondamenti le case tutte di detta terra….”(Tommaso Greco)                 
  • ”la sera, insino le sei ore di notte et convito tra parenti et amici per essere giorni di carnevale; alli sette hore di notte principiò a sentirsi stridi di travi delle case..”(Paulo D’Avenia),

si deduce che 

  • se nel 1688 vigesse il sistema dell’ora italiana, “le ore 6 di notte” e le “ore 7 di nottedel 9 febbraio 1688 dovrebbero intendersi corrispondenti rispettivamente a circa la mezzanotte” e l’”una di nottedi oggi (n.d.r.).
  • contrariamente, dimostrando che non vigesse l’ora italiana, le ore 7 di notte del 9 febbraio 1688 dovrebbero intendersi come le 19,00 di oggi della sera dell’8 febbraio del 1688 (ore 7 di notte dell’8 febbraio).

Conclusioni

Màmma mè ccé ttraskkuórssə” direbbero i nostri avi. Oppure: “Ccé papiéllə“.

Se si ipotizzasse l’ora italiana come sistema di suddivisione delle ore della giornata nel 1688, e si dimostrasse che fosse quello il sistema di riferimento in vigore a Pisticci:

  1. le ore “sette di notte” del 9 febbraio 1688 corrisponderebbero all’incirca a “l’ora una di notte” di oggi del del 9 febbraio 1688. 
  2. di conseguenza la frana del 9 febbraio 1688 sarebbe cominciata intorno a circa “l’una di notte” di oggi del 9 febbraio del 1688. Ripeto, “mezz’ora/ ora” più, “mezz’ora/ ora” meno.

Sempre nel caso in cui si dimostrasse che fosse l’ora italiana il sistema di riferimento in vigore a Pisticci nel 1688, quando Paulo D’Avenia scrive: “la sera, insino le sei ore di notte…”:

  • Paulo D’Avenia per “sera” intenderebbe le ore prima del tramonto (ad esempio, le ore XXI-XXII-XXIII del mese di febbraio del 1688, corrispondenti a circa le ore 15,00 – 16,00 – 17,00 di oggi;
  • Paulo D’Avenia per “notte” intenderebbe le ore dopo il tramonto (che nel mese di febbraio del 1688 cadeva all’incirca a circa le ore 18,00 di oggi), e di conseguenza le sei di notte del 1688 equivarrebbero alla nostra attuale mezzanotte circa (le ore “00,00”).

Così ragionando, in presenza dell’ora italiana, il giorno 8 febbraio del 1688 sarebbe “tramontato” all’ora XXIV della giornata per lasciare il testimone alla prima ora della giornata del 9 febbraio del 1688 (I ora di notte, corrispondente alle 19,00 di oggi).

Quindi:

A) In presenza dell’ora italiana, la frana del 9 febbraio del 1688 sarebbe cominciata solo “dopo circa sei-sette ore dall’inizio del nuovo giorno (9 febbraio 1688), con una durata temporale che va:

  • da: ore 01,00 di notte di oggi della notte del 9 febbraio 1688 (7 ore di notte del 9 febbraio 1688) 
  • fino a: alba del 9 febbraio 1688. (ora dell’alba: 6,00-6,30???).

B) Contrariamente, dimostrando che nel 1688 non vigesse “l’ora italiana”, le ore 7 di notte del 9 febbraio del 1688 dovrebbero intendersi come le ore 19,00 di oggi della sera dell’8 febbraio del 1688 (ore 7 di notte dell’8 febbraio). In questo caso, dovremmo pensare che nel 1688 calcolassero le ore della giornata come facciamo noi oggi, chiamando “ore sette di notte” quelle che per noi sono le 19,00 di sera. Ma, a tal proposito, faremo una precisazione alla fine dell’articolo, dove si elencano i dubbi finali su tutto il ragionamento. Con l’ipotesi di inizio della frana alle ore 19,00 di oggi della sera dell’8 febbraio 1688 (ore 7 di notte dell’8 febbraio), con memorie alla mano, la frana avrebbe avuto una durata temporale:

  • da: ore 19,00 di sera (di oggi) della sera dell’8 febbraio 1688 (7 ore di notte dell’ 8 febbraio),
  • fino a: alba del 9 febbraio del 1688 (ora dell’alba: 6,00-6,30???).

(segue)

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Dubbi finali

Primo dubbio

DURATA della FRANA

Leggendo le memorie del Libro Negro di Pisticci sulla frana del 13 giugno del 1555, si legge:

…cascarono a Pisticcio, Casalnuovo, circa ottanta case et molte cisterne ch’erano in quel circuito. Durò questo occaso et ruina circa una hora, cascandone li edifici successivamente“. Ossdervate: n.80 case in circa 1h.

Nelle memorie del 1688 invece la durata in ore non è specificata; è specificato che durò dalle ore 7 di notte fino al mattino. Ma allora, per quanto tempo durò la frana del 1688 ?

  1. Ipotesi di inizio della frana in presenza dell’ora italiana: dall’una di notte di oggi del 9 febbraio del 1688 (ore 7 di notte del 9 febbraio 1688) fino all’alba del 9 febbraio 1688 (circa ore “sei-sette di mattina” di oggi del 9 febbraio del 1688, corrispondenti a circa le “ore 12-13 di notte del 9 febbraio 1688“), per un totale di circa 5-6 ore di frana; intendo il grosso della frana, senza considerare tutti gli smottamenti.
  2. Ipotesi dell’inizio della frana alle ore 19,00 della sera dell’8 febbraio del 1688 (7 di notte dell’8 febbraio 1688): in questo caso la frana sarebbe andata avanti dalle 19,00 di oggi dell’8 febbraio 1688 (7 di notte dell’8 febbraio 1688) fino all’alba del 9 febbraio 1688 (circa ore “sei-sette di mattina” di oggi del 9 febbraio del 1688, corrispondenti a circa le “ore 12-13 di notte del 9 febbraio 1688“), per un totale di 10-11 ore ore di frana (tra smottamenti e altro ?) .

Per chi volesse sostenere una o l’altra ipotesi, eccependo con il fattore della “durata della frana, porto a riflettere su queste considerazioni sempre partendo dalle memorie della frana:

  1. Tommaso Greco: ” si vedde verso le sette della notte smuoversi e crollarsi dalle fondamentile case tutte di detta Terra, e da indi a poco precipitarsi ………………...

Invito a riflettere su ” da indi a poco” e su “case tutte“.

Io interpreterei così la memoria: dal momento dello smuoversi e crollarsi dalle fondamenta, di indi a poco le case precipitano. Immagino una specie di effetto domino delle strade che cascano una dietro l’altra a poca distanza di tempo una dall’altra man mano che le strade precipitano intere. E questo sottolinea che la frana non fu lentissima ma progressiva, sebbene si spostasse con una velocità di progressione significativa, dal centro dove cominciò verso l’alto.

Per sostiene la tesi che la frana cominciò “alle ore 19,00 dell’8 febbraio e finì all’alba del giorno 9 febbraio“, le ore di frana sarebbero in totale circa n.10-11. Più si allunga il tempo di durata della frana, più non si giustifica la morte di 400 persone. Penso che, ipotizzando una progressione della frana molto lenta che si muove da un punto verso l’altro, la gente avrebbe avuto molto tempo per scappare e salvarsi: è ciò “cozza” con il numero considerevole dei morti che la frana provocò; di persone che invece avrebbe potuto salvarsi se la frana fosse stata molto lenta. 

  1. Paulo D’Avenia (vivente al momento della frana): ” et sequestrandosi dette case l’una all’altra con cascare “strada per strada“, che alfine la mattina del lunedì nove di detto mese, che tutta quella notte non si sentiva altro, che pianti, gridi, et  voci alternate“.

Le case cascano una dietro l’altro e mani mano che le strade precipitano. Con la tesi dell’ora italiana (secondo cui che la frana durò dall’ora una di notte circa  a circa 6 ore della mattina circa  del 9 febbraio 1688) non sono già tante le ore di frana (5-6 h) per provocare 400 morti (smottamenti esclusi) ?

  1. De Franchi (memoria scrutta nel 1855, 167 anni dopo la frana del 1688): ” il caso non fu così violento, e subito a giosa di terremoto che al certo si potrebbe oggi dire, qui fu Pisticci;ma avveniva da momento a momento, e proprio per maggiormente applicare il tutto, si diroccava prima una strada intiera, e fra poco indugio indugio si diroccava la seguente….”.

Io interpreterei questa memoria nel modo seguente: la frana non fu violenta e istantanea come il terremoto, che quando accade invece colpisce un centro in maniera diffusa e simultaneamente vari punti dello stesso sito che viene colpito. La frana avvenne damomento a momento. “Da momento a momento per voi significa dalle ore “19,00 dell’8 febbraio all’alba del 9 febbraio 1688″? Nella parte dove tale memoria dice: “si diroccava prima una strada intiera, e fra poco indugio si diroccava la seguente“,  si evince che non cadevano singole case ma intere strade, fra poco indugio una dall’altra strada. Per voi cosa significa “fra poco indugio”?

 

A voi le deduzioni, intuizioni e conclusioni su questo primo dubbio.

Secondo Dubbio

Sempre leggendo le memorie del Libro Negro di Pisticci sulla frana del 13 giugno del 1555, si legge:

” Alli 13 di giugno…, nell’anno del signore 1555 lo dì della vigilia della festa del Sacratissimo Corpo del nostro Signor Jesu Cristo, ad hora 21 e mezza, che allora eravamo usciti dalla Vespera della Maggiore Ecclesia..” ecc. ecc.

Leggendo “ad hora 21 e mezza” èsembra evidente che si usasse la suddivisione delle ore della giornata con il sistema dell’ora italiana. “Hora 21 e mezza” del 13 giugno del 1555, significa 2h e 1/2  prima del tramonto estivo del sole. Il tramonto avveniva la XXIV ora del giorno. Se così fosse, considerando “le 7 ore di notte” del 1688, perchè dovremmo intenderle come le ore 19,00 di sera (attuali) della sera dell’8 febbraio 1688 (7 ore di notte dell’8 febbraio), e non l’una di notte di oggi del 9 febbraio del 1688 (7 ore di notte del 9 febbraio 1688)? Tra il 1688 e il 1555 c’era una diversa suddivisione delle ore del giorno? O è solo un intreccio ingarbugliato di termini e parole che mi confondono?

A voi le deduzioni, intuizioni e conclusioni su questo secondo dubbio.

Terzo Dubbio

Se durante il 1600 in Italia era in vigore l’ora italiana come sistema di suddivisione delle ore della giornata (come abbiamo letto negli articoli storici che lo vedono in vigore dal medioevo fino alla fine del ‘700 circa), perché nel 1688 a Pisticci si sarebbe dovuto calcolare il tempo diversamente dal resto d’Italia, con conseguente utilizzo di denominazioni diverse per indicare le ore della giornata?

Quarto dubbio

(importante)

Se la frana fosse cominciata alle ore 19,00 di oggi della sera dell’8 febbraio del 1688 (7 di notte dell’8 febbraio), allora perchè nelle memorie sulla frana Tommaso Greco avrebbe scritto: “accadde a nove del mese di febbraio“? Se tra il 1688 e oggi, nulla fosse cambiato nel modo di suddividere le ore della giornata, allora Tommaso Greco avrebbe dovuto scrivere “accadde a otto del mese di febbraio“. E se invece supponiamo che nel 1688 fosse in vigore l’ora italiana e la giornata dell’8 febbraio 1688 fosse finita al tramonto per lasciare il testimone al giorno 9 di febbraio del 1688 (nuovo giorno), perchè dovremmo tradurre le “ore 7 di notte del 9 febbraio del 1688″ in le “ore 19,00 (di oggi) della sera dell’8 febbraio del 1688 (7 di notte dell’8 febbraio 1688)?

Le memorie parlano chiaro: “accadde a nove del mese di febbraio” (Tommaso Greco). E questo non dovrebbe essere tradotto – secondo il mio modesto punto di vista – nell’idea che la frana cominciò alle “ore 19,00 attuali della sera dell’8 febbraio 1688″ (ore 7 di notte dell’8 febbraio 1688), per poi continuare durante il giorno 9 febbraio, che sarebbe entrato alle fine del giorno 8 febbraio, alle ore 00,00,  5 ore dopo l’inizio della frana. 

A voi le deduzioni, intuizioni e conclusioni su questo quarto.

Ultimo dubbio

A che ora sarebbero andati a letto i pisticcesi nel 1688?

Se si considera che il vespro è la preghiera del tramonto, la “liturgia delle ore” prevede la compietà come ultimo momento di preghiera della giornata, che viene recitata circa tre ore dopo il vespro. Quindi a che ora sarebbero andati a letto i pisticcesi nel 1688?

  1. Ipotesi di inizio della frana in presenza dell’ora italiana (ore una di notte di oggi del 9 febbraio 1688 – ore 7 di notte del 9 febbraio 1688): i pisticcesi sarebbero andati a letto 3 ore dopo il vespro (tramonto) dell’8 febbraio del 1688, vale a dire a circa le ore 3 di notte del 9 febbraio 1688 (21,00 di oggi)? Magari con qualche pisticcese che fece tardi per festeggiare il carnevale, andando a letto alle ore 6 di notte (memorie storiche: ”la sera, insino le sei ore di notte et convito tra parenti et amici per essere giorni di carnevale” -Paulo D’Avenia-) ????
  2. Ipotesi dell’inizio della frana alle ore 19,00 di sera dell’8 febbraio del 1688 (7 ore di notte dell’8 febbraio 1688): i pisticcesi sarebbero andati a letto all’ora del vespro della sera dell’8 febbraio del 1688 (circa le 18,00 di oggi, corrispondente alla XXIV ora dell’8 febbraio del 1688); o tutt’al più proprio intorno all’ora della frana,  alle ore 19,00 di sera dell’8 febbraio del 1688 (ore 7  di notte dell’8 febbraio 1688)?

Si tenga conto che, nelle memorie, Tommaso Greco parla di: “Posava generalmente l’afflitto popolo di questa suddetta terra nella quiete della notte“.

Cos’è la quieta notte:

  • “le ore 19,00 della sera dell’8 febbraio del 1688″ (7 di notte dell’8 febbraio 1688), appena un’ora dopo la preghiera del vespro delle 18,00 (6 di notte dell’8 febbraio 1688)?
  • o “l’una di notte del 9 febbraio 1688″(7 di notte dell’9 febbraio 1688), in piena notte del 9 febbraio 1688 (7 ore di notte del 9 febbraio 1688)?

A voi le deduzioni, intuizioni e conclusioni su questo quinto e ultimo dubbio.

QUINDI?

Personalmente, rimango sospeso tra le due ipotesi di inizio della frana:

  1. “ore 19,00 di oggi della sera dell’8 febbraio del 1688″(7 ore di notte dell’8 febbraio 1688). Così ragionando, ripeto, “ore 7 di notte dell’8 febbraio 1688″ fa intendere che la parola “notte” del 1688 corrisponda alla parola “sera” di oggi (le 19,00 di oggi);
  2. “la una ora di notte di oggi del 9 febbraio 1688, (ore 7 di notte del 9 febbraio 1688),

L’istinto e la logica mi fanno pensare che la seconda ipotesi sia quella più valida.

Bisogna solo capire cosa significa “ore 7 di notte del 1688″ per gli autori delle memorie della frana. E indagare se a Pisticci, nel 1688,  fosse in vigore il sistema di computo delle ore della giornata detto delle ore italiane.

Appurato che l’ora italiana non fosse il sistema vigente a Pisticci nel 1688, si potrà dire che la frana cominciò alle ore 19,00 di oggi della sera dell’ 8 febbraio del 1688 (7 di notte del giorno 8 febbraio 1688).

A voi l’ardua sentenza.                                                                             Con affetto 

Giuseppe D’Avenia D’Andrea

Pisticci, addì 27 gennaio 2018

(foto M.Caruso)
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