Giuseppe D'Avenia D'Andrea

Anima Errante

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Anima Errante

Nel mio album di esordio dal titoloAnima Errante”, prodotto nel 2011, ho cercato di raccontare attraverso composizioni originali la personale percezione di un mondo i cui confini tra realtà e fantasia sembrano evanescenti. Per questo le sonorità risultano sospese all’ascolto.

La smisurata passione per la sei corde acustica mi ha permesso di realizzare grandi sogni:

  • stringere amicizia con alcuni miei miti della chitarra acustica come John Renbourn e Pierre Bensusan (per i quali ho organizzato concerti e seminari di chitarra acustica);
  • collaborare con l’agenzia di booking Geomusic di Gigi Bresciani per la promozione artistica di Bensusan;
  • collaborare con la rivista specializzata “Guitar Club” nel ruolo di intervistatore di grandi chitarristi internazionali.

Il titolo dell’album nasce dall’idea che nel perseguire la propria visione, l’artista affronta solitario sentieri suggeriti da un soffio divino non sempre percettibile e comprensibile da tutti. E Antonio Venere (in copertina), detto Antonio Tatë, è stato il simbolo dell’errare sulle strade del piccolo mondo di Pisticci – mio paese natio in Lucania – senza un motivo apparentemente giustificabile, proprio come un artista.

Un “personaggio storico” per Pisticci, scomparso pochi anni fa, che sul palcoscenico della sua vita ha dovuto personificare il ruolo dello “scemo del villaggio”, dell’anima solitaria che vagava seguendo chissà quale intuizione, soffio, visione.

L’album vede protagonista la chitarra acustica, in una dimensione sonora intima e sospesa, in cui la Musica cerca di proiettare immagini vivide nella mente dell’ascoltatore.

L’inserimento del violoncello, del flauto e delle percussioni  crea ambientazioni sonore eteree (brano soffio di scirocco) ed etniche (brano introspezione), armonizzando l’ intreccio della chitarra.

L’album è completamente strumentale. Tutti i brani sono composizioni originali.