Giuseppe D'Avenia D'Andrea

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Identità e diversità

Non mi sento un occidentale, né un orientale. Non mi sento né del sud né del nord del mondo. Non appartengo a nessun confine territoriale, religioso; a nessuna bandiera, a nessun colore.

Mi sento connesso con chi soffre, con chi subisce piuttosto che con chi offende.

Vorrei  non essere neanche umano nei momenti in cui mi accorgo che essere tale significa appartenere ad una specie che razzia la propria e le altre specie viventi.

Non crederò mai in nessun Dio che obblighi i propri fedeli ad ammazzare in suo nome ed in nessun fedele che è convinto che Dio abbia affermato ciò. E’ solo una assurdità umana, non divina. Se uccidere altre vite fosse davvero un precetto divino, allora preferirei sparire eternamente nel nulla piuttosto che entrare nel regno di un Dio cattivo; e ciò sia che Dio fosse cristiano che di altre religioni o credi.

Sento solo un “Grande Lamento” provenire dal cuore del mondo: e ciò è triste per l’umanità. Le risate e le vittorie di chi lo sta provocando non  fanno clamore: il disarmonico “grande pianto” prevale.

Mi farebbe piacere abbracciare chi sta soffrendo.

Cito un detto orientale che pressappoco recita così: “ chi va troppo ad oriente finirà per trovarsi ad occidente e viceversa”. Come a dire: sei eccessivamente convinto di agire nel nome del Bene che poi finisci con l’agire dalla parte del male.

L’umanità continua a non capire che è limitata nella percezione dell’apparente realtà, e che tutte le verità che crede di possedere sono le sue verità, non quelle impercettibili ed assolute. Addirittura crede di avere in mano la verità di Dio e con tale presunzione ed arroganza agisce in suo nome e per suo conto.

Non vedo nessuna differenza tra occidente e resto del mondo: quando si ammazza in nome dei distorti concetti di libertà, democrazia, Dio: c’è solo da vergognarsene. La rabbia si amplifica e l’Amore universale viene annebbiato.

Masters of War”: state decidendo guerre, bombardamenti, attentati, sistemi economici e sociali ingiusti: Morte.   Dio è vita, quindi siete agli antipodi. Alzate i simboli religiosi nel nome della giustizia, libertà, democrazia, pace e l’abbassate poi come spada e falce in nome della morte, senza lasciare ai più deboli nessuna voce in capitolo: ai poveri, agli oppressi, alle donne, ai bambini, ai vecchi, a chi viene definito “ di colore, di pelle, di sesso, di capacità, di razza, di religione diversi ed inferiori rispetto a qualcos’altro ritenuto superiore.

E tutto tanto triste; sofferenza in ogni parte del mondo. L’umanità sta perdendo, tutta.  Apparteniamo tutti ad una grande Madre, allo stesso organismo vivente, ad un unico Dio: la differenza sta solo nella diversa percezione culturale di ciò che è divino.

Di certo, non è divino tutto questo orrore che proviene da più punti cardinali.

Nell’album Ballate d’Argilla e come percorso di vita personale, ho esplorato – e continuo a farlo –  fino alle radici della mia terra d’origine per coglierne l’essenza e, intuendo quegli elementi che costituiscono in qualche modo l’identità culturale nella quale sono nato e cresciuto, cerco di capire il mondo e comunicare con i miei fratelli umani, alla ricerca di analogie, differenze, di gioie e dolori comuni e non.

Se davvero crediamo in Dio, allora invece di agire violentemente in nome e per conto suo, lasciamoci accarezzare da quella entità invisibile, ascoltandolo con rispetto e lasciandoci accarezzare e trasportare così come la sabbia dal vento.

Il concetto che più mi affascina è quello dell’Anima Mundi: siamo parte del Tutto e, se ci muoviamo insieme, quest’anima si muoverà senza disperdere energie, verso una direzione comune, verso l’Amore e la Pace, verso il Bene comune…verso il Dio universale che va oltre le categorie umane .