Giuseppe D'Avenia D'Andrea

Ballata sull’Uomo Nero – LIVE AL CENTRO SOCIALE “LA RESISTENZA” DI FERRARA

 

titolo: Ballata sull’Uomo Nero
musica e lirica © Giuseppe D’Avenia D’Andrea
Duo Likalànki: live in Ferrara – Centro Sociale la Resistenza – 7 febbraio 2017
chitarra acustica e voce maschile: Giuseppe D’Avenia D’Andrea
voce femminile: Simona Cava

 

Ballata sull’Uomo Nero

Venìte, venite, ascoltate il mio canto,

della Lucania, ne udite il lamento?

È terra violata, derìsa, stuprata.

Nelle tombe i contadìni si sono indignati,

padri di una terra col sudore allattata.

Sei tu Uomo nero, nero più del petrolio,

che semini morte…. morte, lutto e cordoglio.

Prometti ricchezza, progresso e lavoro,

poi sputi veleni per terra e per mare,

solo cancro e miseria ciò che a noi rimane.

Di denaro assetati, petrolieri assassini,

giù le màni, giù le mani questa tèrra è divina.

Siete i re Mida di sterco e letame,

ciò che toccate diventa liquame,

esseri ignobili, spregevoli e infami.

Tu figlio di Lucania, sciocco ed ignavo,

che vendi il tuo sangue per un posto da schiavo,

per un pugno di biada, sei bestia aggiogata,

nell’ovile del padrone là sei confinato,

una pecora tu sei ne sento il belato.

Politico bugiardo, depravato, venduto,

che baratti ricchezza con la nostra salute…

ma arriverà il giorno, non ci vorrà tanto,

quando la morte ti chiederà il conto,

non ti basterà tutto l’oro del mondo.

Quando quel giorno sarete inumati,

sotto la terra che avete inquinato,

le anime vostre invano urleranno,

invocando la salvezza che mai arriverà,

all’ inferno neanche Caronte traghettarvi vorrà.

Amata Lucania, patria del contadino,

Il tuo cielo è del nibbio, le terre tue dell’ulivo.

La tua voce che ammalia l’ho sempre ascoltata…

nei lunghi silenzi di paesaggi infiniti

nel fuoco di ristoppia del grano falciato.